Dorico – Introduzione

Dorico è il nuovo software di notazione musicale di casa Steinberg, nota ai più per essere la “mamma” di Cubase e Nuendo. 

 

Dorico BoxIl software è stato rilasciato in versione 1.0 a fine 2016, non senza difetti, ma essendo una prima release ci si aspettava che contenesse un po’ di bug e un po’ di problemi che venivano pian piano risolti.

 

E così è. Ben lungi dall’essere completo come i suoi fratelli Sibelius e Finale, Dorico possiede, però, un sacco di caratteristiche personali che lo rendono, a mio parere, superiore ai suoi simili.

 

Per concludere, si può riassumere dicendo che: Dorico non ha ancora tutte le funzioni che hanno gli altri software notazionali, ma tutte quelle che ha funzionano meglio.

 

Da ultimo, cito il fatto che ad oggi (17 Ottobre 2017) Dorico è sul mercato a 559€ nella sua versione completa 279€ nel crossgrade da Finale o da Sibelius e, interessante, 159€ utilizzando il crossgrade e lo sconto Educational se si frequenta un istituto musicale. Essendo iscritto ancora al St. Louis Music College al momento dell’acquisto io ho usufruito di questo bonus.

 

Pagina di acquisto di Dorico.

 

Cercherò, in questi tutorial che seguiranno, di essere il più breve possibile; di individuare un argomento preciso, un eventuale problema e far vedere come si risolve, senza dilungarmi troppo in chiacchiere o senza coprire più argomenti assieme.

 

In questa introduzione faremo una piccola overview di Dorico, quindi tutto ciò che leggerete sarà soltanto accennato e poi affrontato in modo definitivo in video successivi. Vado?

 

Vadi! Vadi!

 

Ottimo.

L’interfaccia di Dorico è molto intuitiva, personalmente, venendo da Sibelius, non ho trovato problemi a convertirmi al nuovo software.

 

Per convenienza ho preferito lasciare il programma in lingua inglese. La maggior parte delle guide e dei tutorial su internet fanno riferimento alle varie voci del menù in inglese, dunque è più agevole lasciarlo così.

 

Il riquadro della partitura è racchiuso da quattro menù che sono rispettivamente a sinistra, in alto, a destra e in basso. Il menù in alto ci consente di scegliere l’ambiente di lavoro: Setup (impostazione della partitura), Write (scrittura), Engrave (impaginazione), Play, Print (stampa).

 

Spostandoci su queste varie voci del menù in alto a sinistra notiamo che anche le altre tab – quelle a sinistra, a destra e in basso – variano per dare la possibilità di eseguire i comandi in questione.

 

Ecco che nella sezione Write troveremo i menù che ci permettono di inserire note, legature, ecc.

 

Nella sezione Engrave, invece, troveremo degli strumenti che ci permettono di rendere la partitura anche bella a vedersi. L’arte dell’impaginazione è una disciplina a sé che ha regole e standard tutti suoi.

 

La sezione Play ci consente di cambiare eventuali strumenti virtuali che abbiamo inserito.

 

Nella sezione Print, invece, possiamo selezionare le parti da stampare oppure da trasformare in PDF.

 

Questa era una breve overview del programma. Dal prossimo articolo inizieremo a vedere le funzioni base del programma per poi addentrarci, piano piano, nei meandri delle soluzioni più complesse.

 

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