Pillole di Armonia – Cos’è l’Armonia

Prima di addentrarci nel meraviglioso mondo dello studio dell’armonia è opportuno chiederci: cos’è l’armonia?

 

So’ de’e note che metti sotto artre note

 

ok, riproviamo. Perché studiare l’armonia?

 

Ah no, io qua’a roba nun la faccio. So ‘n sacco de regole che te dicono “devi fa così perchè è così”

 

Quindi. Per riassumere. Lo studio dell’armonia è l’insieme delle regole dogmatiche che fa suonare un pezzo in un certo modo. Giusto?

 

Sbagliato.

 

Basti pensare al fatto che il primo trattato di armonia vero e proprio, pensata come disciplina a sé stante risale addirittura al 1722!
Per allora Handel aveva già scritto il suo Rinaldo (1711), Bach aveva già scritto quasi tutti i Concerti Brandeburghesi (1717 – 1723) e Monteverdi era morto da quasi un secolo (1643). Quindi tutte queste persone come hanno fatto senza “regole” che dicessero loro cosa fare?

 

Più semplicemente: l’armonia è la catalogazione di tutte queste regole.

 

Nel corso dei secoli, nella musica occidentale, i compositori hanno mano a mano sviluppato una tendenza a far muovere le parti – inizialmente solo vocali – in un certo modo. L’esigenza era di favorire il cantore con delle parti non troppo difficili e, allo stesso tempo, permettere che il testo fosse ben comprensibile poiché, essendo prevalentemente di carattere liturgico, era una delle parti fondamentali. Siamo, a questo punto, verso il XIV secolo. Vengono composte le prime Messe che comprendono anche l’utilizzo dell’Organo e, dal Nord Europa, inizia a svilupparsi l’arte contrappuntistica e polifonica. Si inizia anche a musicare dei testi non sacri, utilizzando le tecniche madrigalistiche. Ma ancora non esiste una teoria armonica. I compositori componevano “a gusto”, studiando le soluzioni usate dai loro maestri predecessori. Ecco che era diventata consuetudine che il settimo grado (sensibile) di una scala risolvesse sull’ottavo, oppure che la nota maggiormente usata all’interno di un cantus fosse una delle note principali, una nota dominante.

 

Noi, tuttavia, studiamo questi metodi perché possano fornirci le giuste basi per poter iniziare un percorso musicale. Possiamo scegliere di usarle per le nostre composizioni, oppure scegliere di tralasciarle, dedicandoci ad un percorso atonale o modale.

 

Questo quadro di introduzione serviva ad immergerci nel mondo dell’armonia. Ora siamo pronti per iniziare.

 

È opportuno ricordare, prima di immergerci negli studi, che questi articoli non possono e non vogliono sostituire un vero corso di armonia classica. Daranno un’infarinatura generale e, magari, invoglieranno qualcuno ad approfondire, iscrivendosi ad una scuola di musica o munendosi di un buon manuale.

 

Buona Armonia!

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